Oggi diamo per scontato che il fine settimana sia il momento sacro del decondizionamento e del brindisi, ma il "weekend" è un'invenzione tecnologico-sociale relativamente recente. Prima della fine dell'Ottocento, la classe operaia lavorava sei giorni su sette. La domenica era dedicata a Dio, ma il lunedì mattina si assisteva a un fenomeno di massa epico: il "San Lunedì".
Gli operai delle fabbriche inglesi, dopo aver ricevuto la paga il sabato sera, passavano la domenica nei pub. Il lunedì mattina, devastati dall'hangover, semplicemente non si presentavano al lavoro. Il tasso di assenteismo era così alto da paralizzare la produzione industriale. Gli industriali capitalisti, disperati per le perdite economiche, capitolarono e decisero di scendere a patti con la sete della forza lavoro: concessero il sabato pomeriggio libero in cambio della promessa di ritornare in fabbrica produttivi il lunedì mattina.
Il sabato sera, come spazio temporale protetto dedicato all'eccesso e alla socialità, è nato quindi come un compromesso tra i padroni delle fabbriche e il diritto all'hangover degli operai. Il weekend non è un regalo della politica, ma il risultato di una contrattazione sindacale dettata dalla birra.
SPILL! - oltre il bancone