Il ghigno di Jack Torrance che sfonda la porta del bagno con un'ascia è una delle immagini più iconiche della storia del cinema. Ma per raggiungere quel livello di lucida demenza sul set di Shining, Jack Nicholson non ha fatto affidamento solo sul metodo Stanislavskij. L'ingrediente segreto, caldeggiato dal regista maniacale Stanley Kubrick, era una dose massiccia di tensione psicologica mista a fiumi di Bourbon.
Kubrick era famoso per sfinire gli attori ripetendo la stessa scena anche cento volte. Nicholson, per reggere lo stress e trovare la frequenza d'onda del perfetto psicopatico, si presentava sul set dopo notti passate a bere nei pub londinesi. Il contrasto chimico era devastante: i postumi della sbronza amplificavano l'irritabilità dell'attore, trasformando la recitazione in vera e propria ferocia. Nella celebre scena del bar dell'hotel, dove Torrance parla con il barista fantasma Lloyd, il Bourbon nei bicchieri non era di scena. Nicholson pretese alcol vero per rendere autentico il collasso mentale del personaggio.
Il risultato è un capolavoro horror che ha ridefinito il genere, ma che ha anche quasi distrutto la salute mentale del cast. Quando guardate Nicholson perdere la testa tra i corridoi dell'Overlook Hotel, ricordatevi che state guardando un uomo intrappolato in un loop temporale fatto di paranoie registiche e gradazione alcolica pesante.
SPILL! - oltre il bancone